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che occhi grandi che hai! in viaggio con il lupo dentro di noi

Fidenza – Auditorium delle Orsoline

Venerdì 28 settembre h 21

Venerdì 5 ottobre h 21

Venerdì 12 ottobre h 21

Il lupo è tornato sulle nostre montagne, suscitando sentimenti contrastanti, discussioni, strumentalizzazioni politiche e mediatiche. Con questo ciclo di incontri il WWF vuole contribuire alla corretta conoscenza, comprensione e interpretazione del fenomeno.

Questo il programma:

serate lupo fidenza ott 18

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ottima la decisione del governo di impugnare i tentativi di riaprire la caccia al lupo

Di seguito la presa di posizione del WWF Italia, che plaude alla decisione del CDM di impugnare il vergognoso tentativo delle province di Trento e Bolzano di riaprire la caccia al lupo.

lupo guido sardella

Parma è uno dei territori nei quali le mistificazioni e la malafede sulla questione lupo si sono maggiormente concentrati, basta ricordare lo scandaloso servizio-bufala delle iene, i ridicoli titoloni sulla Gazzetta, o i tanti tentativi di strumentalizzazione da parte di politichetti di paese in cerca di visibilità a buon mercato. Siamo perciò particolarmente soddisfatti della decisione del governo di tenere la barra dritta su una questione che non è solo ambientale, ma anche e soprattutto civile e culturale.

LUPI: WWF, DECISIONE CDM DI IMPUGNARE LEGGI TRENTO E BOLZANO SU ABBATTIMENTI LUPI E ORSI È SPLENDIDA NOTIZIA

La decisione del Consiglio dei ministri di impugnare le leggi delle province autonome di Trento e Bolzano, così come il WWF aveva chiesto sin dalla loro approvazione, è una splendida notizia per il futuro della Natura d’Italia e per quanti ogni giorno lavorano per difenderla e salvaguardarla.
Questi provvedimenti, infatti, rappresentavano un precedente gravissimo. La fauna è un bene indisponibile dello Stato e la gestione delle specie più importanti e minacciate va fatta almeno su base nazionale, avendo una visione complessiva e non localistica della loro conservazione, tanto da essere regolata da Direttive Europee ed internazionali.
La tutela della natura, quindi di specie, habitat ed ecosistemi, rappresenta un valore primario in capo allo stato. Il WWF nel ringraziare il ministro dell’Ambiente Sergio Costa gli da attodi aver coerentemente mantenuto una posizione di rigore rispetto a questo principio garantendo così anche una corretta applicazione dei piani previsti per queste specie e già condivisi anche con le province di Trento e Bolzano.
La convivenza con i grandi carnivori si garantisce solo con una corretta informazione e soluzioni concrete per la prevenzione dei danni, su cui la Provincia di Trento sta, in realtà, lavorando efficacemente, mentre quella di Bolzano non ha finora fatto alcunché. Ora è necessario continuare il percorso per prevenire i conflitti e favorire la convivenza con i lupi, sbloccando l’approvazione di un Piano nazionale di gestione del lupo che aveva ricevuto l’avvallo della larga maggioranza delle regioni e che avrebbe fornito strumenti utili e fondi per la conservazione e convivenza con il lupo, un animale simbolo della natura d’Italia.

Roma, 6 settembre 2018

Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 259

Cel. 340 9899147 – 329 8315718

Ancora sul tema Lupi

lupo guido sardellaQuesta la risposta ad un’opinione pubblicata sulla Gazzetta nei giorni scorsi sul tema dei lupi, inviata congiuntamente agli amici della Lipu, mai pubblicata.

Abbiamo letto con estremo interesse l’intervento di Leopoldo Testi sul tema dei lupi. In particolare, ci è sembrato molto calzante il passaggio nel quale paventava possibili “eventi irreparabili”. In effetti il mondo venatorio ha tutte le competenze per parlare di tragedie irreparabili, dato che nei primi quattro mesi di questa stagione venatoria, da settembre a Natale, il canto delle doppiette ha lasciato sul campo in Italia 25 morti e 58 feriti. Le stesse doppiette che i cacciatori vedono come l’unico modo per effettuare quell’azione “equilibratrice” che Testi auspica a danno del lupo. 

Si tratta di un’idea molto presente nel mondo venatorio e non solo, quando si parla di gestione della fauna selvatica. Soltanto che, a parte le ovvie considerazioni etiche, si tratta di pratiche che i fatti dimostrano essere inefficaci. L’esempio migliore sono proprio i cinghiali, che il Sig. Testi cita a supporto delle proprie elucubrazioni pseudoscientifiche. Il cinghiale è stato ripopolato scriteriatamente negli anni 60-70 proprio per sollazzare i cacciatori, per giunta con sottospecie più grandi e prolifiche di quelle autoctone, che hanno prodotto il recente boom demografico e i relativi, innegabili danni all’ambiente e all’agricoltura. Da ormai molti anni, i piani di controllo del cinghiale, svolti per lo più con l’incivile, dannosa e insensata tecnica della “braccata”, uccidono solo nel parmense svariate migliaia di capi ogni anno, senza che popolazioni e danni all’agricoltura accennino a diminuire. Per chiudere il cerchio, si noti che la numerosità del cinghiale è uno dei principali fattori che hanno favorito il ritorno del lupo, suo principale predatore.

Nessuno nega che la convivenza tra l’uomo e il lupo sia problematica: entrambe le specie occupano la parte alta della catena alimentare, è naturale che si ritrovino in competizione. Cosi come nessuno nega che si debba rafforzare il sistema di indennizzo per gli allevatori che subiscono danni da predazione. Problematica che esiste e che a noi sta a cuore, a differenza del mondo venatorio al quale tutto questo sembra interessare poco, intento come è a cavalcare le reazioni “di pancia” solo per il raggiungere il miraggio di un piano di abbattimento.

Se da una parte, le anacronistiche dichiarazioni del Sig. Testi portano “politicamente” acqua al mulino del mondo ambientalista, allargando peraltro il solco che distanzia mondi differenti, dall’altra ci prenderemmo pure, con intelligenza e con buon senso, la responsabilità di dialogare. Si tratta però di un tema serio e complesso, che richiede esperienza sul campo, competenze tecnico scientifiche, mente aperta ed onestà intellettuale, diventa davvero difficile trovare un terreno di confronto con argomentazioni come quelle esposte da Testi.

Ricordiamo peraltro che tutte le evidenze tecnico-scientifiche confermano che l’abbattimento non è una risposta efficace al problema. Esistono invece accorgimenti che possono minimizzare i danni causati dai lupi alla zootecnia e agli animali d’affezione. Sono già stati sperimentati con successo, anche nella nostra provincia, ma non contemplano piombo, polvere da sparo, e abbigliamento mimetico, per cui gli ultimi seguaci di Diana (per non parlare della potente lobby delle armi che si ingrassa grazie alle loro gesta), non sono disposti a prenderli in considerazione. Anche perchè si dimostrerebbe, una volta di più, che affidare la risoluzione di un problema a chi ha concorso a causarlo, non mai è un’idea saggia.

la natura è allo stremo, ma le doppiette non possono tacere

INACCETTABILE CONSENTIRE LE PREAPERTURE CON FAUNA STREMATA DA INCENDI E SICCITA’

Anche la Regione Emilia-Romagna sta ignorando il parere scientifico dell’ISPRA

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  Il nostro non è un paese per la fauna selvatica. Una classe politica miope vorrebbe forse i cieli d’Italia vuoti rendendo concreto lo scenario preconizzato dal grande scrittore americano Jonathan Franzen: “Emptying the skies”. Dopo un’estate eccezionale per caldo, siccità e incendi, le Regioni italiane, senza che il ministero dell’Ambiente intervenga, danno il via libera come se nulla fosse successo ai cacciatori, per completare la mattanza della fauna selvatica, messa a durissima prova dal caos climatico e dai ladri di natura che hanno dato alle fiamme ampie zone dell’Italia, prendendo di mira in particolare le aree protette, che dovrebbero essere zone sicure per gli animali.

L’Abruzzo è l’unica Regione che ha fatto una breve dilazione – anche grazie alle vittorie davanti al TAR nei ricorsi presentati dal WWF contro i calendari venatori degli anni precedenti  – si caccerà  dal primo ottobre, anziché iniziare all’apertura della stagione venatoria il 17 settembre, ma c’è da aggiungere che tutte le altre 18 Regioni, tranne la Liguria che apre la caccia regolarmente il 17 settembre, hanno chiesto addirittura la pre-apertura della caccia (comprese la Campania, il Lazio, la Sardegna, la Sicilia, la Toscana più colpite dagli incendi) come se non fossimo in emergenza.

Non si registra alcun intervento di limitazione dell’attività venatoria, ignorando anche il parere dell’ISPRA. Secondo il WWF Italia, l’unica decisione  ragionevole  sarebbe stata quella di sospendere l’avvio della stagione venatoria, rinviando l’apertura della caccia di almeno un mese. Emblematica la situazione del Lazio dove da un lato la stessa Regione fornisce i dati drammatici degli incendi (“Un immenso patrimonio naturale è oramai andato in fumo”), dall’altro concede il via libera ai cacciatori con solo una ridicola limitazione d’orario. Tra tutte le regioni italiane, solo la Liguria non ha previsto la pre-apertura della caccia prima della terza domenica di settembre.

E’ singolare – sottolinea il WWF – che il Ministro dell’Ambiente Galletti non abbia ancora speso una parola di appoggio e condivisione del duro parere reso dall’ISPRA, istituto posto sotto il controllo dello stesso Ministero che ha chiesto in una lettera inviata alle Regioni di adottare provvedimenti per limitare l’attività venatoria proprio a causa degli incendi e della siccità che hanno colpito ampie zone del Paese. Atto dovuto quello di sostenere l’iniziativa di ISPRA da parte del Ministro, aggiunge il WWF,  anche in considerazione del fatto che “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale.

Anche la Regione Emilia-Romagna ha deciso purtroppo per un comportamento irresponsabile, con la decisione di non modificare i calendari venatori. Per il Delegato regionale del WWF Italia “quella stessa Regione che ha chiesto per tempo lo stato di calamità per la grande siccità di questa estate ritiene che la stessa siccità non sia un buon motivo per togliere ai cacciatori il loro passatempo preferito. Ecco perchè domani, due settembre, in un territorio stremato da mesi senza pioggia e con temperature senza precedenti, ricominceranno a cantare le doppiette. La strage “sportiva” non si può fermare, nemmeno nelle condizioni più estreme”.