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15 marzo 2019, in marcia per il clima. una data che non dimenticheremo!

downloadNon dimenticheremo facilmente la marea di oltre 8mila ragazzi scesi in piazza a Parma il 15 marzo per la grande mobilitazione globale sul clima. Un’intera generazione in tutto il mondo ha gridato con forza il suo “basta!” all’indifferenza, alla passività, all’attendismo sui cambiamenti climatici. E’ stata un’emozione potentissima mettersi in marcia con questi ragazzi, un’onda determinata, colorata, pulita, che ha fatto del 15 marzo una giornata da ricordare e celebrare negli anni a venire. IN QUESTO BREVE VIDEO abbiamo raccolto un po’ delle immagini, e speriamo anche delle emozioni, di questo venerdì memorabile.

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Living Planet Report 2018 – IL WWF PUBBLICA IL RAPPORTO SULLO STATO MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

IL WWF PUBBLICA IL RAPPORTO SULLO STATO MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

“UN GLOBAL DEAL PER LA NATURA E LE PERSONE”

scarica il report completo (inglese)       scarica la sintesi in italiano

DAL 1970 AL 2014 DECLINO DEL 60% DELLE DIMENSIONI DELLE POPOLAZIONI DI VERTEBRATI

NEGLI ULTIMI 50 ANNI L’IMPRONTA ECOLOGICA DEL MONDO È CRESCIUTA DEL 190%

CONTINUANDO COSÌ NEL 2050 RESTERÀ SOLO IL 10% DELLA SUPERFICIE DELLE TERRE EMERSE IN CONDIZIONI NATURALI

LlAkqETA.jpegLa natura è la nostra unica casa e l’unica strada che abbiamo per salvarla (e salvarci) è lanciare un Global Deal per la natura e le persone capace di invertire il drammatico trend della perdita della ricchezza della vita sulla Terra, base del nostro benessere e del nostro sviluppo, agendo con urgenza per garantire in modo sostenibile l’alimentazione a una popolazione crescente, limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e ripristinare i sistemi naturali che stiamo perdendo.

È questa la richiesta del Living Planet Report 2018 del WWF (realizzato con il supporto di più di 50 esperti e in collaborazione con la Zoological Society of London) lanciato oggi a livello mondiale e che, sin dalla sua prima edizione del 1998, ha sempre fornito un’istantanea della biodiversità globale e dei suoi trend. Tutte le ricerche scientifiche dimostrano l’incalcolabile importanza dei sistemi naturali per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra alimentazione, la nostra sicurezza. Globalmente è stato stimato che la natura offre servizi che possono essere valutati intorno a 125.000 miliardi di dollari, una cifra superiore al prodotto globale lordo dei paesi di tutto il mondo, che si aggira sugli 80.000 miliardi di dollari.

 

Un indice delle popolazioni di animali. L’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) è un indicatore dello stato della biodiversità globale, elaborato dal WWF e dalla Zoological Society of London, che ci segnala quindi lo stato di salute della biodiversità del nostro pianeta. Pubblicato per la prima volta nel 1998, per due decenni ha registrato l’abbondanza di 16.704 popolazioni di oltre 4.000 specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi (gli animali Vertebrati) in tutto il mondo. L’Indice analizza i trend di queste popolazioni, selezionate in maniera scientifca, quale misura dei cambiamenti nella biodiversità. In questa edizione 2018, la ventesima del Living Planet Report, l’indice include i dati dal 1970 al 2014 e mostra un declino globale del 60% nella dimensione delle popolazioni di vertebrati che, in pratica, significa un crollo di più della metà in meno di 50 anni.

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Le minacce che stanno minando le oltre 8.500 specie a rischio di estinzione, presenti nella Lista Rossa (Red List) dell’IUCN, riguardano soprattutto il sovrasfruttamento e le modifiche degli ambienti naturali, in particolare quelle dovute all’agricoltura. Delle piante e di buona parte degli animali vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi) che si sono estinti dal 1500 ad oggi, il 75% di queste estinzioni è stata causata dal sovrasfruttamento e dall’agricoltura. Altre minacce derivano dal cambiamento climatico, che sta diventando un driver crescente, dall’inquinamento, dalle specie invasive – che noi abbiamo spostato in tante aree del pianeta dove prima non esistevano e che fanno concorrenza a tante specie autoctone – dalle dighe e dalle miniere.

 

L’impronta ecologica del nostro consumo. Negli ultimi 50 anni la nostra impronta ecologica, la misura del consumo delle risorse naturali, è incrementata del 190%. Creare un sistema più sostenibile richiede significativi e urgenti cambiamenti nelle attività di produzione e consumo.

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Minacce e pressioni sul suolo. Nel marzo 2018 l’Intergovernamental Science/Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) ha reso nota la valutazione sul degrado dei suoli (Land Degradation and Restoration Assessment) che dimostra come oggi meno del 25% della superficie terrestre sia ancora in condizioni naturali e come nel 2050, continuando con gli attuali andamenti di sfruttamento senza invertire l’attuale tendenza, la percentuale della superficie delle terre emerse  in condizioni naturali si abbasserà al 10%.

Oggi, il degrado dei suoli mina il benessere di circa 3,2 miliardi di persone nel mondo. Inoltre, nell’era moderna, le zone umide hanno perso l’87% della loro estensione. Il degrado dei terreni include anche la perdita delle foreste, un fenomeno che nelle zone temperate è stato rallentato dalle operazioni di riforestazione ma che è andato accelerandosi nelle foreste tropicali. Un’analisi in 46 paesi in area tropicale e subtropicale ha dimostrato che l’agricoltura commerciale su larga scala e l’agricoltura di sussistenza sono state responsabili rispettivamente di circa il 40% e il 33% della conversione forestale tra il 2000 e il 2010. Il 27% della deforestazione è stata causata dalla crescita urbana, dall’espansione delle infrastrutture e dalle attività minerarie. Questo degrado esercita numerosi impatti sulle specie, sulla qualità degli habitat e sul funzionamento degli ecosistemi.

Invertire la curva della perdita di biodiversità. La biodiversità costituisce l’infrastruttura che sostiene tutta la vita sulla Terra. I sistemi naturali e i cicli biogeochimici che la diversità biologica genera consentono un funzionamento stabile dell’atmosfera, degli oceani, delle foreste, dei vari territori e dei bacini idrici. Essi costituiscono i prerequisiti per l’esistenza di una moderna e prospera società umana, capace di continuare a vivere bene nel corso del tempo. Da ora al 2020 abbiamo un’unica finestra di opportunità per formulare una visione di positivo rapporto tra l’umanità e la natura. La Convenzione della Diversità Biologica sta individuando i nuovi obiettivi e i target per il futuro. Questi, insieme agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), possono diventare la chiave per un contesto di protezione concreta e di efficacia nella tutela della natura e della biodiversità.

 

“In appena 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia è scomparsa mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Il Living Planet Report 2018 richiama ad un impegno deciso per invertire la tendenza negativa della perdita della biodiversità. Il mondo ha bisogno di una Roadmap dal 2020 al 2050 con obiettivi chiari e ben definiti, di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che conclude: “Per ottenere risultati è necessario intervenire subito già dalla 14° Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, Convention on Biological Diversity, che avrà luogo in Egitto) nel prossimo novembre. È fondamentale un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità, come è avvenuto per il cambiamento climatico in occasione della Conferenza di Parigi nel 2015”.

Earth Hour 2017 – UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO

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CLICCA PER VEDERE IL VIDEO DI FOGLIAZZA PRODOTTO DA WWF PARMA

E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 del prossimo sabato 25 marzo, le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Anche a Parma e provincia sono numerose le adesioni all’appello del WWF, si spegneranno, tra gli altri, il Palazzo del Governatore, il Municipio, il Battistero, la sede EFSA.

Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è ora – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  –Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”. 

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”.

EARTH HOUR 2015 – 28 MARZO H 20,30

 

 

 

I volontari di WWF Parma hanno celebrato in Piazza Garibaldi a Fidenza l’edizione 2015 di Earth Hour-l’Ora della Terra, il grande evento internazionale del WWF che, con il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, vuole richiamare l’attenzione sul tema del risparmio energetico e dei cambiamenti climatici. L’attesa del buio è stata animata da Manifattura Urbana, che ha esposto un bellissimo modellino di casa ecologica, dallo spettacolo di breakdance del duo Shamrock, e da tanti “volontari per un’ora” che hanno contribuito a realizzare il grande Panda con le candeline. Alle 20,30 in punto il Comune di Fidenza, che ha aderito con entusuiasmo all’iniziativa, ha lasciato al buio la facciata del Municipio, Piazza Garibaldi, e buona parte del Centro storico. Un ringraziamento anche agli altri comuni del Parmense che hanno aderito a Earth Hour 2015: Felino, Noceto, Parma, Sissa Trecasali, Traversetolo.

pubblicato il WWF Living Planet Report 2014

Molte ombre, pochissime luci, e sempre meno tempo per invertire la rotta. Questo in estrema sintesi il contenuto del Living Planet Report 2014. Si tratta di un documento che il WWF redige ogni anno, prendendo in esame i principali indicatori ambientali, per misurare lo stato di salute del nostro Pianeta. L’impatto delle attività umane sugli ambienti, le specie e le risorse della Terra è sempre più forte, un cambio di rotta è ormai indispensabile, il tempo che ci rimane è sempre di meno. Scarica la sintesi del report