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Living Planet Report 2018 – IL WWF PUBBLICA IL RAPPORTO SULLO STATO MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

IL WWF PUBBLICA IL RAPPORTO SULLO STATO MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

“UN GLOBAL DEAL PER LA NATURA E LE PERSONE”

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DAL 1970 AL 2014 DECLINO DEL 60% DELLE DIMENSIONI DELLE POPOLAZIONI DI VERTEBRATI

NEGLI ULTIMI 50 ANNI L’IMPRONTA ECOLOGICA DEL MONDO È CRESCIUTA DEL 190%

CONTINUANDO COSÌ NEL 2050 RESTERÀ SOLO IL 10% DELLA SUPERFICIE DELLE TERRE EMERSE IN CONDIZIONI NATURALI

LlAkqETA.jpegLa natura è la nostra unica casa e l’unica strada che abbiamo per salvarla (e salvarci) è lanciare un Global Deal per la natura e le persone capace di invertire il drammatico trend della perdita della ricchezza della vita sulla Terra, base del nostro benessere e del nostro sviluppo, agendo con urgenza per garantire in modo sostenibile l’alimentazione a una popolazione crescente, limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e ripristinare i sistemi naturali che stiamo perdendo.

È questa la richiesta del Living Planet Report 2018 del WWF (realizzato con il supporto di più di 50 esperti e in collaborazione con la Zoological Society of London) lanciato oggi a livello mondiale e che, sin dalla sua prima edizione del 1998, ha sempre fornito un’istantanea della biodiversità globale e dei suoi trend. Tutte le ricerche scientifiche dimostrano l’incalcolabile importanza dei sistemi naturali per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra alimentazione, la nostra sicurezza. Globalmente è stato stimato che la natura offre servizi che possono essere valutati intorno a 125.000 miliardi di dollari, una cifra superiore al prodotto globale lordo dei paesi di tutto il mondo, che si aggira sugli 80.000 miliardi di dollari.

 

Un indice delle popolazioni di animali. L’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) è un indicatore dello stato della biodiversità globale, elaborato dal WWF e dalla Zoological Society of London, che ci segnala quindi lo stato di salute della biodiversità del nostro pianeta. Pubblicato per la prima volta nel 1998, per due decenni ha registrato l’abbondanza di 16.704 popolazioni di oltre 4.000 specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi (gli animali Vertebrati) in tutto il mondo. L’Indice analizza i trend di queste popolazioni, selezionate in maniera scientifca, quale misura dei cambiamenti nella biodiversità. In questa edizione 2018, la ventesima del Living Planet Report, l’indice include i dati dal 1970 al 2014 e mostra un declino globale del 60% nella dimensione delle popolazioni di vertebrati che, in pratica, significa un crollo di più della metà in meno di 50 anni.

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Le minacce che stanno minando le oltre 8.500 specie a rischio di estinzione, presenti nella Lista Rossa (Red List) dell’IUCN, riguardano soprattutto il sovrasfruttamento e le modifiche degli ambienti naturali, in particolare quelle dovute all’agricoltura. Delle piante e di buona parte degli animali vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi) che si sono estinti dal 1500 ad oggi, il 75% di queste estinzioni è stata causata dal sovrasfruttamento e dall’agricoltura. Altre minacce derivano dal cambiamento climatico, che sta diventando un driver crescente, dall’inquinamento, dalle specie invasive – che noi abbiamo spostato in tante aree del pianeta dove prima non esistevano e che fanno concorrenza a tante specie autoctone – dalle dighe e dalle miniere.

 

L’impronta ecologica del nostro consumo. Negli ultimi 50 anni la nostra impronta ecologica, la misura del consumo delle risorse naturali, è incrementata del 190%. Creare un sistema più sostenibile richiede significativi e urgenti cambiamenti nelle attività di produzione e consumo.

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Minacce e pressioni sul suolo. Nel marzo 2018 l’Intergovernamental Science/Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) ha reso nota la valutazione sul degrado dei suoli (Land Degradation and Restoration Assessment) che dimostra come oggi meno del 25% della superficie terrestre sia ancora in condizioni naturali e come nel 2050, continuando con gli attuali andamenti di sfruttamento senza invertire l’attuale tendenza, la percentuale della superficie delle terre emerse  in condizioni naturali si abbasserà al 10%.

Oggi, il degrado dei suoli mina il benessere di circa 3,2 miliardi di persone nel mondo. Inoltre, nell’era moderna, le zone umide hanno perso l’87% della loro estensione. Il degrado dei terreni include anche la perdita delle foreste, un fenomeno che nelle zone temperate è stato rallentato dalle operazioni di riforestazione ma che è andato accelerandosi nelle foreste tropicali. Un’analisi in 46 paesi in area tropicale e subtropicale ha dimostrato che l’agricoltura commerciale su larga scala e l’agricoltura di sussistenza sono state responsabili rispettivamente di circa il 40% e il 33% della conversione forestale tra il 2000 e il 2010. Il 27% della deforestazione è stata causata dalla crescita urbana, dall’espansione delle infrastrutture e dalle attività minerarie. Questo degrado esercita numerosi impatti sulle specie, sulla qualità degli habitat e sul funzionamento degli ecosistemi.

Invertire la curva della perdita di biodiversità. La biodiversità costituisce l’infrastruttura che sostiene tutta la vita sulla Terra. I sistemi naturali e i cicli biogeochimici che la diversità biologica genera consentono un funzionamento stabile dell’atmosfera, degli oceani, delle foreste, dei vari territori e dei bacini idrici. Essi costituiscono i prerequisiti per l’esistenza di una moderna e prospera società umana, capace di continuare a vivere bene nel corso del tempo. Da ora al 2020 abbiamo un’unica finestra di opportunità per formulare una visione di positivo rapporto tra l’umanità e la natura. La Convenzione della Diversità Biologica sta individuando i nuovi obiettivi e i target per il futuro. Questi, insieme agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), possono diventare la chiave per un contesto di protezione concreta e di efficacia nella tutela della natura e della biodiversità.

 

“In appena 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia è scomparsa mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Il Living Planet Report 2018 richiama ad un impegno deciso per invertire la tendenza negativa della perdita della biodiversità. Il mondo ha bisogno di una Roadmap dal 2020 al 2050 con obiettivi chiari e ben definiti, di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che conclude: “Per ottenere risultati è necessario intervenire subito già dalla 14° Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, Convention on Biological Diversity, che avrà luogo in Egitto) nel prossimo novembre. È fondamentale un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità, come è avvenuto per il cambiamento climatico in occasione della Conferenza di Parigi nel 2015”.

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Il video “Edifici Viventi” degli studenti dell’Ulivi terzo al video contest “Urban Nature” del WWF Italia

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L’iniziativa Urban Nature, celebrata lo scorso weekend dal WWF in tutta Italia per sottolineare l’importanza della biodiversità urbana, ha vissuto a Parma un momento significativo. Gli studenti del Liceo Ulivi hanno infatti presentato l’importante lavoro svolto nei mesi scorsi per lo studio e la tutela di rondoni, rondini e balestrucci.

All’evento, presso l’Aula Magna Mezzetti dell’Ulivi, alla presenza del Dirigente Prof. Brunazzi, hanno partecipato: Alessandro Tassi Carboni (Presidente del Consiglio Comunale di Parma), Rolando Cervi (Presidente WWF Parma), Laura Dello Sbarba (Vicepresidente ADA Onlus) e Giovanni Nobili (Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Reparto Biodiversità).

I ragazzi della V F, guidati dal Prof. Andrea Beseghi, hanno messo a punto un metodo di rilevamento e censimento delle colonie di rondoni, rondini e balestrucci, di cui hanno mappato la presenza in tutto il centro storico di Parma, verificando una buona presenza di rondoni e balestrucci, ma purtroppo l’assenza di rondini. Hanno inoltre catalogato diversi semplici accorgimenti che, messi in pratica in occasione della ristrutturazione degli edifici storici, possono favorire il mantenimento dei siti di nidificazione.

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Durante il loro lavoro hanno realizzato “Edifici Viventi”, un video di documentazione del progetto, che ha ottenuto un prestigioso 3° posto al Video Contest Urban Nature 2018, per il quale sono stati premiati a Roma ieri, 7 ottobre.

Rolando Cervi, Presidente del WWF di Parma, si è complimentato di persona con gli studenti e con il Prof. Beseghi: “il lavoro dei ragazzi dell’Ulivi è davvero importante, un caso esemplare di citizen science, hanno definito un metodo logico e non eccessivamente complesso, che potrebbe essere replicato in molti altri centri storici. Rondini, rondoni e balestrucci sono specie molto importanti per l’ecosistema urbano da molti punti di vista, ad esempio perché controllano le popolazioni di zanzare ed altri insetti nocivi, inoltre mantenere i loro siti di nidificazione permette anche ad altre specie utili di continuare a popolare i nostri centri storici. Ricordiamo che la biodiversità urbana, sia animale che vegetale, non è importante solo per la sua bellezza, ma perché favorisce il benessere, la salute e la qualità della vita di tutti noi”.

che occhi grandi che hai! in viaggio con il lupo dentro di noi

Fidenza – Auditorium delle Orsoline

Venerdì 28 settembre h 21

Venerdì 5 ottobre h 21

Venerdì 12 ottobre h 21

Il lupo è tornato sulle nostre montagne, suscitando sentimenti contrastanti, discussioni, strumentalizzazioni politiche e mediatiche. Con questo ciclo di incontri il WWF vuole contribuire alla corretta conoscenza, comprensione e interpretazione del fenomeno.

Questo il programma:

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ottima la decisione del governo di impugnare i tentativi di riaprire la caccia al lupo

Di seguito la presa di posizione del WWF Italia, che plaude alla decisione del CDM di impugnare il vergognoso tentativo delle province di Trento e Bolzano di riaprire la caccia al lupo.

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Parma è uno dei territori nei quali le mistificazioni e la malafede sulla questione lupo si sono maggiormente concentrati, basta ricordare lo scandaloso servizio-bufala delle iene, i ridicoli titoloni sulla Gazzetta, o i tanti tentativi di strumentalizzazione da parte di politichetti di paese in cerca di visibilità a buon mercato. Siamo perciò particolarmente soddisfatti della decisione del governo di tenere la barra dritta su una questione che non è solo ambientale, ma anche e soprattutto civile e culturale.

LUPI: WWF, DECISIONE CDM DI IMPUGNARE LEGGI TRENTO E BOLZANO SU ABBATTIMENTI LUPI E ORSI È SPLENDIDA NOTIZIA

La decisione del Consiglio dei ministri di impugnare le leggi delle province autonome di Trento e Bolzano, così come il WWF aveva chiesto sin dalla loro approvazione, è una splendida notizia per il futuro della Natura d’Italia e per quanti ogni giorno lavorano per difenderla e salvaguardarla.
Questi provvedimenti, infatti, rappresentavano un precedente gravissimo. La fauna è un bene indisponibile dello Stato e la gestione delle specie più importanti e minacciate va fatta almeno su base nazionale, avendo una visione complessiva e non localistica della loro conservazione, tanto da essere regolata da Direttive Europee ed internazionali.
La tutela della natura, quindi di specie, habitat ed ecosistemi, rappresenta un valore primario in capo allo stato. Il WWF nel ringraziare il ministro dell’Ambiente Sergio Costa gli da attodi aver coerentemente mantenuto una posizione di rigore rispetto a questo principio garantendo così anche una corretta applicazione dei piani previsti per queste specie e già condivisi anche con le province di Trento e Bolzano.
La convivenza con i grandi carnivori si garantisce solo con una corretta informazione e soluzioni concrete per la prevenzione dei danni, su cui la Provincia di Trento sta, in realtà, lavorando efficacemente, mentre quella di Bolzano non ha finora fatto alcunché. Ora è necessario continuare il percorso per prevenire i conflitti e favorire la convivenza con i lupi, sbloccando l’approvazione di un Piano nazionale di gestione del lupo che aveva ricevuto l’avvallo della larga maggioranza delle regioni e che avrebbe fornito strumenti utili e fondi per la conservazione e convivenza con il lupo, un animale simbolo della natura d’Italia.

Roma, 6 settembre 2018

Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 259

Cel. 340 9899147 – 329 8315718

Aperta fino al 1 luglio a Parma la Mostra Il Terzo Giorno, con il patrocinio del WWF

Il_Terzo_Giorno_Cover.jpgPerdita di biodiversità, consumo del suolo, inquinamento dell’aria e dell’acqua. Di natura e ambiente si parla tanto, quasi sempre con dati e numeri sconfortanti, tutti drammaticamente veri. Raramente però si riesce a parlare di Natura con l’arte, che invece rappresenta una chiave d’accesso prodigiosa e privilegiata per comprenderla davvero.

Nel senso che si difende meglio la Natura se la si ama, e la si ama se se ne vede la meraviglia. E gli artisti meglio di chiunque altro sanno mostrare la meraviglia. Queste parole di Didi Bozzini spiegano quello che si sta facendo a Parma, città proclamata Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2020, dove dal 20 aprile al 1 luglio 2018 negli spazi del Palazzo del Governatore si può visitare “Il Terzo Giorno”, una mostra che forse per la prima volta propone di riflettere sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e del rapporto uomo – natura con uno sguardo e un approccio diversi: nessuna denuncia scientifico-ecologistica, ma una narrazione evocativa e poetica.

L’esposizione, fortemente promossa dal Comune di Parma e che ha il patrocinio del WWF Parma, è frutto della creazione del Curatore Didi Bozzini, critico e professore di filosofia, già ricercatore alla Sorbona di Parigi.

«Oggi – precisa Bozzini – il rischio della catastrofe è concreto, quotidianamente tangibile. Forse è giunto il tempo di pensare altrimenti. Di chiedersi se non sia possibile trovare la strada per un altro Eden solamente grazie alla visione di coloro che, come gli artisti, esprimono la qualità della natura senza pesarne la mera quantità. Coloro negli occhi dei quali un bosco, un’onda, una pietra sono occasioni per dare vita ad un universo nuovo e migliore. Un giardino dove l’immaginazione sostituisce il calcolo, il bello prende il posto dell’utile e il buono quello del molto. Perché il rapporto dell’uomo con la natura è, in primo luogo, un rapporto di ordine estetico. L’occhio è il punto esatto in cui questa relazione nasce sotto forma di immagine. Si vedono paesaggi, persone, animali, cose viventi o inerti.»

Una mostra singolare, dunque, un racconto del mondo fatto per immagini, costruito su analogie e non su logica, su visioni e non su concetti, sulla meraviglia piuttosto che sul calcolo e sulla speculazione. Una narrazione in cui lo spettatore è accompagnato dalle opere lungo un percorso che va dalla Creazione all’Eden: inizia con Il Terzo Giorno della Genesi, quando Dio divise la terra dalle acque, la nascita della natura e delle specie vegetali, attraversa la creazione, la distruzione, il superamento, il nichilismo, fino ad un ritorno alla Natura.

Coinvolti 40 artisti di fama internazionale che spaziano dall’arte povera alla fotografia d’autore, dalla performance art alle installazioni sonore: Marina Abramović, Jane Alexander, Giovanni Anselmo, Nobuyoshi Araki, Roger Ballen, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Alighiero Boetti, Jonas Burgert, Jake & Dinos Chapman, Mat Collishaw, Marc Couturier, Jimmie Durham, Jan Fabre, Hamish Fulton, Mario Giacomelli, Piero Gilardi, Leon Golub, HeHe (Helen Evans – Heiko Hansen), Anna Ippolito e Marzio Zorio, John Isaacs, Francesco Jodice, Bodys Isek Kingelez, Dorothea Lange, Richard Long, Andrea Marescalchi, Ryan Mendoza, Mario Merz, Nils-Udo, Eric Poitevin, Simone Racheli, Sebastião Salgado, Salvo, Serse, Tracey Snelling, Mircea Suciu, Gavin Turk, Sandra Vasquéz De la Horra, Koen Vanmechelen e Gilberto Zorio.

Semplice il criterio con cui Didi Bozzini ha selezionato questi artisti tra i tanti presenti nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi 40 anni, preferendo quelli che con le loro opere si sono confrontati con il tema natura, senza chiudersi nell’autoreferenzialismo e parlare solo di sé.

117 le opere esposte: non solo dipinti ma anche immagini fotografiche e installazioni. Tre di queste installazioni “site specific” – cioè pensate appositamente per questo evento e luogo – sono collocate all’ingresso e all’uscita del Palazzo dei Governatori: la prima è di Marc Couturier; le altre due, sulle piazze Garibaldi e della Steccata, sono opera di una coppia di giovanissimi artisti, Anna Ippolito e Marzio Zorio.

Nelle sale del primo piano del Palazzo, fra le opere dedicate alla Creazione, spiccano alcune mai esposte al pubblico, come il menabò originale, le lettere dei vari Istituti Geografici e il primo dattiloscritto del famoso libro di Alighiero Boetti e Annemarie Sauzeau, sua moglie, in cui venivano classificati i mille fiumi più lunghi del mondo. Oppure opere raramente viste come le 4 fotografie di Mario Giacomelli della serie “Il motivo suggerito dal taglio dell’albero”. Nelle sale del secondo piano, dedicate alla Distruzione, le opere dell’artista congolese Bodys Isek Kingelez, di cui il MOMA di New York ospita da maggio una retrospettiva, la prima che il museo americano dedica a un africano nero; oppure le foto di Dorothea Lange scattate nel 1931 che ritraggono lavoratori messicani che lasciano gli Stati Uniti perché non c’è più lavoro, e sembrano scattate ieri.

Ma Il Terzo Giorno è una mostra “diversa” anche per un altro aspetto: prodotta e organizzata da Arkage, agenzia B Corp certificata, è la prima in Italia ad avere un approccio for benefitIl 50% dei ricavi in biglietteria sarà restituito al Comune di Parma e andrà a finanziare il “Km Verde”, progetto di sostenibilità ambientale che punta a ridurre gli impatti prodotti dall’Autostrada del Sole con la realizzazione di un parco alberato di undici chilometri lungo l’arteria stradale, dal fiume Enza al Taro.

Nell’ambito dell’esposizione, inoltre, sono tante le iniziative collaterali che animeranno la città durante tutta la primavera, come il laboratorio di “immaginazione materiale” Atelier dei bambini.  Ispirato all’Atelier des Enfants attivo presso il Centre Pompidou a Parigi e rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni, l’Atelier vuole essere uno spazio di approfondimento ludico e laboratoriale sulle tematiche della mostra con l’obiettivo di sviluppare l’immaginario dei più piccoli fornendo una guida e diversi materiali: da una pietra a un grattacielo, da un ramo a una canoa, da una foglia a un giardino all’italiana. Alla fine dell’evento ne verrà fuori un’opera unica costituita da 1.500 pezzi.

Non mancheranno convegni, iniziative e proposte collaterali.

E nella notte del 26 maggio il centro storico di Parma si accenderà per La Notte de Il Terzo Giorno: un suggestivo evento diffuso e immersivo che avrà inizio con la visita notturna delle sale della mostra e proseguirà all’esterno con concerti, video mapping, proiezioni e performance. Tema trainante sarà la luna – quasi piena quella sera – nella sua accezione simbolica di mistero e scoperta. Un vero e proprio percorso di attività e intrattenimento che accompagnerà gli ospiti per le vie più importanti della città, trasportandoli in un percorso visivo, onirico ed emozionale. Con la possibilità di esplorare anche location poco conosciute e di solito chiuse al pubblico.

Tutti i soci WWF, presentando la tessera alla biglietteria, potranno acquistare i biglietti al costo scontato di 6 € invece che 9 €. Lo sconto è valido per tesserato e 1 accompagnatore.

IL 20 MAGGIO TORNA LA GIORNATA DELLE OASI WWF

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RISERVA DEI GHIRARDI – PROGRAMMA

Domenica 20 maggio torna la Giornata della Oasi WWF, un’occasione straordinaria per celebrare la biodiversità del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali.

Verranno aperte gratuitamente al pubblico, con speciali eventi e visite guidate, le Oasi e le riserve del WWF che si potranno visitare per scoprire i tesori nascosti della natura italiana, come lupi, orsi, aquile, aironi, lontre, cervi e daini custoditi negli angoli più belli e suggestivi del nostro Paese, dal nord al sud d’Italia.

Il WWF Parma celebrerà la giornata nelle due aree protette che gestisce nel Parmense: la Riserva dei Ghirardi, presso Borgotaro, e l’Oasi di Cronovilla, a Vignale di Traversetolo. Le Oasi saranno aperte al pubblico a partire dalla mattina, con visite guidate e altre iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della tutela della biodiversità.

La nostra festa delle Oasi precede la Giornata Mondiale della Biodiversità, il 22 maggio, indetta dall’Onu per sottolineare quanto sia importante difendere e tutelare la ricchezza della vita sulla Terra.

Il Pianeta in 40 anni ha perso più del 50% degli animali selvatici che un tempo lo abitavano. La causa di questa di questo disastro è l’incapacità dell’uomo di vivere in maniera sostenibile in un sistema naturale regolato da equilibri ecologici fragili e cruciali. La principale espressione della nostra aggressiva presenza su questo pianeta è l’uso criminale delle risorse naturali e in particolare il bracconaggio: un’azione deviata e perversa che in tutto il mondo sta portando all’estinzione di specie chiave per gli ecosistemi, come la tigre, il lupo, i rapaci e gli uccelli migratori.

Proprio per sensibilizzare su questi temi, domenica a Cronovilla verranno liberati alcuni splendidi uccelli, curati e recuperati al CRAS Rifugio Matildico di S. Polo d’Enza.
Ricordiamo che la giornata delle Oasi sarà anche il momento di chiusura dalla campagna “SOS Animali in trappola”: una maratona di raccolta fondi alla quale si può contribuire dal 6 maggio al 20 maggio, inviando un sms o chiamando da rete fissa il 45590.

Il programma delle giornate è disponibile sulle pagine social e sul sito web del WWF Parma

Earth Overshoot Day, mai così presto

Earth Overshoot Day, il 2 agosto già finite le risorse della Terra per il 2017. E ogni anno va peggioOggi, 2 agosto, cade la poco gradevole ricorrenza dell’Earth Overshoot Day. Questo significa che da domani a fine anno ciò che consumeremo – energia, acqua, cibo – genererà un debito che i nostri figli saranno chiamati prima o poi a pagare. La data di questo giorno infausto, nel quale l’Umanità finisce di consumare le risorse che la Terra è in grado di fornire in un anno, cade sempre più in anticipo, a dimostrazione di quanto la crisi ambientale globale si aggravi sempre più.

Eppure, è ormai evidente a tutti quanto la situazione sia grave: il caldo anomalo e la drammatica siccità di questa estate ci dimostrano quanto siano pesanti le conseguenze del riscaldamento globale generato dalle attività umane.

Stiamo insomma toccando con mano le conseguenze di decenni di sfruttamento dissennato delle risorse naturali, condotto a carico di ogni tipo di ambiente in ogni parte del Pianeta. Dalla deforestazione dell’Amazzonia, alle trivellazioni nell’Artico, non c’è angolo del mondo che sia rimasto indenne. E anche a Parma non siamo stati a guardare: cementificazione selvaggia della Food Valley, progetti di autostrade inutili, centri commerciali senza senso sono solo alcuni esempi di stretta attualità.

Ciò che è più paradossale è che buona parte della pressione abnorme che esercitiamo sull’ambiente, non serve a farci vivere meglio, ma viene divorata dall’abisso dello spreco. Basti pensare ad esempio che, a livello globale, circa il 40% del cibo prodotto viene buttato via lungo tutta la filiera, senza mai arrivare in tavola: un’indecenza dal punto di vista etico, uno scempio sul piano ambientale.

Gli accordi di Parigi indicano invece una strada diversa, una strada che si fa sempre più stretta e tortuosa, per andare verso il futuro: è la strada della sostenibilità, della riduzione dei consumi e delle emissioni, della responsabilità. Quella responsabilità che purtroppo non dimostrano i troppi che, per incoscienza o malafede, propongono di uscire dalla crisi con la stessa ricetta con la quale ci siamo entrati: più PIL, più consumi, più prelievo di risorse.

Earth Hour 2017 – UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO

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CLICCA PER VEDERE IL VIDEO DI FOGLIAZZA PRODOTTO DA WWF PARMA

E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 del prossimo sabato 25 marzo, le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Anche a Parma e provincia sono numerose le adesioni all’appello del WWF, si spegneranno, tra gli altri, il Palazzo del Governatore, il Municipio, il Battistero, la sede EFSA.

Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è ora – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  –Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”. 

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”.

bella serata al festival dei rondoni 2016

Clicca per vedere un breve video che racconta la riuscitissima edizione 2016 del Festival dei Rondoni alla Reggia di Colorno, di seguito il comunicato di ADA onlus.

 

 

Nel fine settimana del 25 e 26 giugno si è svolto il Festival dei Rondoni, evento internazionale che si propone di coinvolgere i cittadini in una piacevole esperienza di “scienza condivisa” utile a diffondere la conoscenza e la tutela della biodiversità urbana.  Tra le 38 località convolte in Italia e all’estero anche Colorno è stata protagonista. Le associazioni ADA Onlus, ASOER, Legambiente Parma e WWF Parma, con il patrocinio del Comune di Colorno hanno infatti organizzato l’evento “Alla Reggia coi rondoni” sabato 25 giugno, nel tardo pomeriggio.

Una trentina di partecipanti è stata guidata nel cortile e nel giardino della Reggia e per le vie del centro storico da Renato Carini, esperto in avifauna che in modo piacevole e preciso ha raccontato con esempi “dal vivo” le straordinarie caratteristiche di rondoni, balestrucci e rondini, grandi divoratori di mosche e zanzare la cui presenza è particolarmente utile all’ uomo ed il cui habitat riproduttivo è minacciato dalla chiusura di fori, fessure e tegole nei palazzi a seguito di lavori di ristrutturazione.

Ai presenti è stato  distribuito materiale informativo sui semplici e non costosi accorgimenti che, in caso di lavori edilizi, possono permettere la vita dei rondoni, autentici “insetticidi naturali”.

All’iniziativa ha partecipato l’Assessore all’Ambiente del Comune di Colorno Pier Luigi Mora cui le associazioni ambientaliste hanno consegnato, come esempio positivo da seguire, la copia della delibera del Comune di Rio nell’Elba in provincia di Livorno che come anche Milano e Trieste ha adottato nel Regolamento comunale l’obbligo di applicare le semplici tecniche “salva rondini, balestrucci e rondoni” che possono trasformare i nostri palazzi in “Monumenti vivi” della biodiversità.

lo strano caso del video sui lupi

lupo video
Normalmente i nostri post raggiungono qualche centinaio di contatti, i più riusciti sono arrivati a 2.000. Sarà l’attualità dell’argomento, sarà l’efficacia dello strumento del video, ma abbiamo fatto il botto!
In una settimana, il post ha raggiunto oltre un milione di persone, il video è stato visualizzato più di 350.000 volte, e la nostra pagina è passata dai 700 “like” racimolati nei primi anni di vita agli attuali 1600 e rotti. Il video è stato inoltre ripreso da La Repubblica Parma.
Questi numeri devono farci riflettere.
Spesso chi si occupa di ambiente lamenta una certa difficoltà nel raggiungere un pubblico vasto. I fatti dimostrano però che, se si sceglie il momento, lo strumento, e il linguaggio giusti, il muro dell’indifferenza si può infrangere!