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abbattimento di alberi: la situazione è grave ma non seria

Nei giorni scorsi, come preannunciato da tempo, la sponda destra del Torrente Parma è stata oggetto di un intervento di asportazione di buona parte della vegetazione presente. Abbiamo documentato il tutto con un po’ di fotografie, che abbiamo montato in questo video, condito con un po’ di (amara) ironia.

Come detto, e come sottolineato anche dal Comune di Parma in risposta alle proteste degli amici di Legambiente, il progetto era stato presentato a settembre in una riunione della Rete per Parma Città Verde, di cui anche il WWF fa parte. In quella sede, anche in considerazione del coinvolgimento di una Area di Riequilibrio Ecologico, AIPO (responsabile della gestione degli alvei fluviali) ci aveva presentato un progetto di “taglio selettivo”, che avrebbe eliminato gli alberi secchi o pericolanti, e ridotto le specie invasive (ailanto, robinia, ecc), a favore delle specie di maggior pregio, con una stima di abbattimento di circa il 30% degli esemplari esistenti. A domanda specifica, ci era stato risposto che il sottobosco (importante quanto gli alberi ai fini ecologici, vista la grande varietà di specie a cui offre cibo e protezione) sarebbe stato tagliato solo ove necessario per la circolazione dei mezzi d’opera.

Dal momento che la principale motivazione addotta per questo intervento è la sicurezza idraulica, nel rispetto più assoluto delle competenze, prerogative e responsabilità di AIPO, che fa questo di mestiere, ci permettiamo di segnalare che: 1) l’area in questione è già stata interessata più volte da piene importanti, tra cui quelle del 2014 (alluvione di Parma) e del 2017 (alluvione di Colorno), senza creare né subire danni rilevanti; 2) che bisogno c’era di radere al suolo tutto il sottobosco, che non ha alcun impatto, se non positivo, sulla sicurezza idraulica?

I risultati li possiamo vedere nelle foto che pubblichiamo di seguito, nelle quali confrontiamo il prima e il dopo. Crediamo che non richiedano ulteriori commenti.

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che occhi grandi che hai! in viaggio con il lupo dentro di noi

Fidenza – Auditorium delle Orsoline

Venerdì 28 settembre h 21

Venerdì 5 ottobre h 21

Venerdì 12 ottobre h 21

Il lupo è tornato sulle nostre montagne, suscitando sentimenti contrastanti, discussioni, strumentalizzazioni politiche e mediatiche. Con questo ciclo di incontri il WWF vuole contribuire alla corretta conoscenza, comprensione e interpretazione del fenomeno.

Questo il programma:

serate lupo fidenza ott 18

La secca dei laghi di Cronovilla: qualche spiegazione.

cronovilla secca set 18Abbiamo raccolto nelle ultime settimane alcune richieste di chiarimenti da parte di visitatori di Cronovilla, stupiti dalla crescente severità delle secche estive dei laghi. Cerchiamo qui di spiegare brevemente, senza scendere in eccessivi tecnicismi, le principali motivazioni climatiche, geologiche e idrauliche del fenomeno.

I laghi di Cronovilla, pur essendo artificiali, sono alimentati in modo naturale dalla falda acquifera, che affiora sotto il Lago del Fontanone e riempie per caduta i bacini a valle. Non esiste collegamento con il reticolo superficiale (fiumi, fossi, canali), che permetta di “aprire il rubinetto” per regolare il livello dell’acqua. Si tratta in realtà di un fatto positivo, che garantisce una buona qualità delle acque e quindi dello stato ecologico del luogo, che però sta dimostrando qualche limite con il passare del tempo.

La falda è alimentata dalle piogge che bagnano in campi a sud dell’oasi. Un’area di estensione piuttosto limitata, separata dalle colline dal resto dei terreni più a ovest. Tale situazione, tradotta nel sottosuolo, isola questa falda acquifera dal circondario.
Nei primi anni 2000, periodo in cui è stata progettata l’Area di Cronovilla, la falda veniva alimentata anche dall’Enza. Con il drammatico abbassamento dell’alveo avvenuto in modo molto vistoso negli ultimi anni, ciò non avviene più, anzi l’acqua che arriva in falda dalle piogge si disperde in parte verso il fiume. L’immagine che segue schematizza il fenomeno.enza prima e dopo def
I cambiamenti climatici in atto, sempre più evidenti negli ultimi anni e culminati con l’epocale siccità del 2017, sono un altro elemento che non aiuta. La ricarica della falda avviene infatti con piogge persistenti, mentre l’acqua che cade sotto forma di rovesci intensi ma brevi, tipici dell’attuale “tropicalizzazione” delle precipitazioni, scorre via velocemente senza che il terreno abbia il tempo di assorbirla.
Altro duro colpo per l’alimentazione sotterranea delle falde è l’impermeabilizzazione dei suoli, avvenuta a sud dell’oasi in occasione di alcuni lavori negli ultimi anni, a causa della sostituzione della ghiaia escavata con il limo, una barriera impermeabile che ostacola l’infiltrazione dell’acqua verso la falda.

In sintesi, le opportunità di alimentazione dei laghi si sono ridotte: quando c’è pioggia persistente sui prati delle zone circostanti anche la falda di Cronovilla si ricarica, quando piove con fenomeni brevi anche se intensi ciò è scarsamente influente, quando piove in montagna e l’Enza ha acqua in abbondanza o è in piena, non c’è apporto d’acqua per Cronovilla.

Si deve aggiungere a questi fattori il crescente fabbisogno idrico dell’agricoltura, parte del quale viene soddisfatto con prelievi dalle falde.
Già dallo scorso anno abbiamo preso contatto con gli enti competenti, per valutare interventi che adeguino l’Area di Cronovilla alle mutate condizioni ambientali. I tempi non saranno brevi, ma speriamo di avere presto novità importanti da condividere con i tanti amici e visitatori dell’Oasi.

Ennesimo taglio di alberi negli spazi pubblici di Parma. La nostra denuncia

articolo repubblica tagli alberi

La nostra denuncia a seguito dell’ennesimo taglio di alberi nelle strade e parchi pubblici di Parma

 

Non si ferma, nonostante la preoccupazione e gli appelli di tante Associazioni e Cittadini, l’assordante canto delle motoseghe tra le vie e i parchi pubblici di Parma. L’ennesima segnalazione di tagli di alberi è giunta al WWF dai residenti di Via Einstein (zona Via Sidoli), che nei giorni scorsi hanno visto disboscare il prezioso spazio verde che circonda le loro case. Secondo quanto riferito da chi ha fatto la segnalazione (inviata anche al Comune, dal quale al momento non risulta pervenuta alcuna risposta), solo una delle piante abbattute era secca, mentre le altre non apparivano ammalate né pericolanti.  Gli operai incaricati dei tagli, interpellati dai cittadini preoccupati, hanno risposto che sarebbero previsti entro pochi giorni nuovi abbattimenti.

Dal commento del WWF Parma traspare preoccupazione: “Chiederemo all’Amministrazione la documentazione sui lavori eseguiti, anche se ci aspettiamo che il Comune abbia le carte perfettamente in regola, che per ogni singola pianta abbattuta siano stati fatti accurati accertamenti fitosanitari attestanti l’assoluta necessità di eliminarla, e che un numero adeguato di esemplari sarà presto messo a dimora per compensare la pesante perdita di copertura vegetale di questi mesi. Cogliamo l’occasione per ricordare che gli alberi sono praticamente l’unico strumento che abbiamo, negli spazi aperti delle nostre città, per limitare gli effetti delle ondate di caldo estive, sempre più intense e prolungate a causa del cambiamento climatico. Abbatterli in piena estate, a meno che non ci siano rischi imminenti di crollo, è un atto da valutare con estrema attenzione, dato l’impatto sulla collettività, a partire dalle fasce più deboli, anziani e bambini. Per non parlare poi della mitigazione dei danni che alberi, e verde urbano in generale, apportano in caso di piogge torrenziali e alluvioni, che anche la storia recente di Parma conosce. Non ricordiamocene sempre quando è oramai troppo tardi.”

Festa delle Oasi sotto la pioggia

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Oasi WWF dei Ghirardi, Parma

 

Domenica 29 maggio.

Le piccoline di casa protestano a gran voce.

“Sono abituate a stare all’aria aperta” spiega un membro dello staff del WWF “ma oggi il tempo non è un granché…”

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Le caprette hanno appena un paio di mesi, sono le ultime arrivate qui all’ Oasi dei Ghirardi, ma sanno già il fatto loro: hanno imparato che, ad una certa ora, si va fuori al pascolo ed appena ci vedono entrare nella stalla cominciano a protestare per il ritardo. Oggi però continua a piovere e le piccoline dovranno accontentarsi delle carezze dei pochi temerari che hanno deciso di sfidare pioggia e cielo grigio per venire, qui a Borgotaro, a visitare la Riserva Naturale dei Ghirardi.

Purtroppo le condizioni meteorologiche hanno scoraggiato molti visitatori ma a metà mattina arriva comunque un gruppetto di persone che non ha voluto rinunciare a festeggiare la Giornata delle Oasi con il WWF.

La mattina  inizia quindi alla scoperta del bosco di querce con la guida GAE, Nadia Piscina, che ci racconta la vita del bosco (e dei suoi abitanti) attraverso i più piccoli dettagli: la struttura di una foglia, le fattezze di un albero, la forma di un’impronta trovata sul terreno ecc…

Stiamo camminando sotto la pioggia, facendo attenzione a dove mettiamo i piedi, quando, all’improvviso, qualcosa cattura la nostra attenzione: non molto lontano da noi c’è una coppia di cinghiali adulti con cuccioli al seguito. Sorpresi per il casuale incontro, quasi tratteniamo il fiato per non far notare la nostra presenza. Restiamo lì ad osservarli finché non si allontanano dalla nostra visuale.

L’escursione prosegue lungo i sentieri erbosi, tra orchidee, felci ecc… ogni tanto ci fermiamo ad osservare qualche impronta impressa sul fango o un insetto particolare. Il tempo vola via ed arriva il momento di rientrare al Centro visite dell’Oasi per un break a base di formaggi, pane fresco e salumi.

Lo sguardo del Border Collie

Nel pomeriggio l’allevatore Roby Mangia ci invita a vedere una dimostrazione di sheepdog.

Perplessità. ” Ok” pensi ” un cane che raduna le pecore… e allora? L’avrò visto almeno una decina di volte nei film…”

Ma Roby sembra così sicuro del fatto suo che alla fine, incuriosito, decidi comunque di andare a vedere.

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Il cane di Roby è un bel border collie. E’ vivace e socievole: corre, gioca, non sta fermo un attimo, si lascia accarezzare più che volentieri. Mette allegria al solo guardarlo.

Ad un certo punto il padrone gli impartisce l’ordine di radunare le pecore ed  in quel momento l’osservatore rimane letteralmente ammaliato dal repentino cambio di atteggiamento del cane, sembra quasi “trasformarsi”: non più docile giocherellone ma temibile predatore. Lo vedi correre veloce verso il gregge e  scattare agilmente sul terreno bagnato.

I suoi movimenti sono agili ed eleganti, lo sguardo sembra quasi ipnotizzare le pecore (e non solo loro!).

Si avvicina al gregge con fare furtivo, si muove tenendo la pancia vicinissima al terreno,  con la parte anteriore del corpo abbassata rispetto a quella posteriore. Quel suo  sguardo fisso sulle pecore è un qualcosa che non si può descrivere a parole.  Difficile non restarne affascinati.

Tutto in lui evoca l’immagine di un predatore che si accinge  attaccare le proprie  prede ma, in questo caso, le pecore non hanno nulla da temere: il border collie infatti non le morde né le aggredisce mai, si limita solo a compiere il proprio lavoro (riportarle nel recinto, radunarle o condurle da un posto ad un altro).

“(Il lavoro che lui fa in pochi minuti) un uomo da solo non riuscirebbe a farlo neanche in mezza giornata!” commenta un membro dello staff.

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Dimostrazione di Sheepdog

Più osservi il border collie in azione più ti viene in mente qualcun altro…quelle movenze, quello sguardo che sembra voler ipnotizzare le pecore…tutto fa  pensare  ad un lupo che accerchia le prede per poi attaccarle.

Così si finisce a parlare proprio di lui, il cattivo per antonomasia, Sua Malvagità il Lupo, per scoprire che in realtà non è poi così cattivo, anzi.

Il povero animale continua ad essere vittima di pregiudizi e luoghi comuni. Nella nostra cultura incarna da sempre  l’idea del male: lo temiamo fin da bambini per via del suo ruolo oscuro in fiabe quali Cappuccetto Rosso, I Tre Capretti ecc… poi diventiamo adulti e leggiamo certi titoli di giornale che non ce lo rendono certo più simpatico.

Tuttavia, nel sentire i discorsi di chi il lupo lo conosce davvero, ci si rende conto di essere effettivamente poco informati.

Ad esempio, lo sapevate che il lupo non attacca l’uomo? E che l’uomo non è affatto una sua potenziale preda?

Chi ha paura del lupo?

Una persona che lavora qui all’Oasi Ghirardi ci racconta di un suo incontro a distanza ravvicinata con un branco: ci parla del comportamento  di questi animali,  del loro sguardo (che affascina e spaventa al tempo stesso),  delle loro abitudini ecc…

Mentre ascolti finisci con l’immedesimarti nel “terribile predatore” e  cominci a vedere le cose dalla sua prospettiva: sei un lupo che vive nel branco e ne rispetta le regole; non hai nessuna voglia di imbatterti in un essere umano e, qualora dovesse succedere, preferiresti comunque scappar via piuttosto che passare all’attacco. No, non ti senti affatto cattivo e minaccioso quanto, piuttosto, “minacciato” (dai bracconieri, dall’uomo in generale, dai falsi miti ecc…).

A fine giornata si rientra in città con le scarpe sporche di fango ed i capelli un po’ bagnati ma con il bel paesaggio dell’Oasi impresso nella mente e la voglia di saperne di più su “nostro frate lupo” (per conoscerlo meglio e smettere, una volta per tutte, di demonizzarlo).

Stefania Bugiada