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Aria avvelenata e indifferenza: un mix letale

NON RASSEGNIAMOCIIl 2019 è iniziato esattamente come si è chiuso il 2018 per i parmigiani, così come per tanti compagni di sventura delle città padane: polveri sottili fuori controllo, aria avvelenata, pericolo di gravi malattie. Lo scorso anno i giorni nei quali la concentrazione di PM10 ha superato il limite di legge di 50 microgrammi/mc sono stati 45, di cui 10 nel solo mese di dicembre. Eppure, per vedere un giornale dedicare la prima pagina a questa vera a propria tragedia, abbiamo dovuto ricorrere ad un fotomontaggio, visto che il titolo riprodotto in realtà si riferiva a tutt’altro. Sul silenzio assordante e bipartisan della politica non crediamo occorra spendere ulteriori parole.

Mentre si stima che l’inquinamento uccida ogni anno oltre 80mila italiani, i cambiamenti climatici rappresentano in tutta evidenza la sfida più grave che attende l’umanità intera per i prossimi decenni. Il nostro augurio per il 2019 è che i media e la politica dedichino alla crisi ambientale uno spazio adeguato, continuare con l’attuale indifferenza rappresenterebbe un vero e proprio crimine contro la comunità della quale dovrebbero essere al servizio. Ma ci auguriamo anche che i Cittadini diventino consapevoli della gravità della situazione, e si rendano conto della necessità di cambiare il proprio stile di vita.

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Lo stop agli Euro4 non basta, serve più coraggio per una vera mobilità sostenibile

d3000 1109Il WWF di Parma si schiera a favore dello stop alle vetture diesel euro4, deciso dalla Regione Emilia-Romagna per i centri oltre i 30.000 abitanti, che entra in vigore oggi, primo ottobre, anche a Parma.

Numerose prese di posizione di Cittadini e Associazioni, nonché le immancabili, disgustose speculazioni politiche, hanno già sottolineato che un numero consistente di famiglie sarà chiamato a modificare le proprie abitudini. Ovviamente – riconosce il WWF – a questi disagi è necessario dare risposte che attenuino l’impatto del provvedimento, senza però fare passi indietro, sotto forma della solita pioggia di deroghe generalizzate, sulla strada di una transizione ormai ineludibile.

Invitiamo tutti a tenere bene a mente qual è la posta in palio: si stima che quasi mezzo milione di Europei e oltre 80mila Italiani muoiano a causa dell’inquinamento ogni anno, e Parma si trova in una delle zone con la peggiore qualità dell’aria al mondo. Sono numeri degni di una guerra, che continuiamo a combattere con scarso coraggio e armi spuntate. L’abbandono delle auto più inquinanti, in particolare i Diesel, è una misura imprescindibile, e infatti in tutta Europa si susseguono annunci di città o intere nazioni che metteranno al bando i veicoli a gasolio (tutti, inclusi quelli di ultima generazione) entro pochissimi anni. Stesso destino toccherà poi alle auto a benzina, fino ad arrivare, in tempi non troppo lunghi, ad una mobilità libera dai combustibili fossili.

Come WWF Parma siamo perciò favorevoli alla strada intrapresa, e aggiungiamo che si tratta di misure ancora largamente insufficienti. Riteniamo infatti che, a prescindere dal carburante che le muove, sia indispensabile diminuire di molto il numero di vetture private circolanti, dando un fortissimo impulso al trasporto pubblico e incentivando la mobilità pedonale e ciclistica. Su questo ci sembra che, a Parma come altrove, si stia facendo davvero ancora troppo poco. Esortiamo perciò il Comune a dare concretezza alla “rivoluzione copernicana” annunciata dal Sindaco a S. Ilario, ma della quale per ora non si vede traccia, prendendo esempio dalle tante buone pratiche già intraprese in molte parti d’Europa: aumento e miglioramento delle piste ciclabili, aumento delle corse ed elettrificazione del trasporto pubblico, diminuzione dei parcheggi in prossimità del centro, estensione delle aree pedonali.

Crediamo insomma che le strategie sulla mobilità, sia a livello locale che nazionale e sovranazionale, più che discutere di euro4 o euro5, debbano partire dal presupposto che la sola auto veramente ecologica è quella che non circola.

Earth Overshoot Day, mai così presto

Earth Overshoot Day, il 2 agosto già finite le risorse della Terra per il 2017. E ogni anno va peggioOggi, 2 agosto, cade la poco gradevole ricorrenza dell’Earth Overshoot Day. Questo significa che da domani a fine anno ciò che consumeremo – energia, acqua, cibo – genererà un debito che i nostri figli saranno chiamati prima o poi a pagare. La data di questo giorno infausto, nel quale l’Umanità finisce di consumare le risorse che la Terra è in grado di fornire in un anno, cade sempre più in anticipo, a dimostrazione di quanto la crisi ambientale globale si aggravi sempre più.

Eppure, è ormai evidente a tutti quanto la situazione sia grave: il caldo anomalo e la drammatica siccità di questa estate ci dimostrano quanto siano pesanti le conseguenze del riscaldamento globale generato dalle attività umane.

Stiamo insomma toccando con mano le conseguenze di decenni di sfruttamento dissennato delle risorse naturali, condotto a carico di ogni tipo di ambiente in ogni parte del Pianeta. Dalla deforestazione dell’Amazzonia, alle trivellazioni nell’Artico, non c’è angolo del mondo che sia rimasto indenne. E anche a Parma non siamo stati a guardare: cementificazione selvaggia della Food Valley, progetti di autostrade inutili, centri commerciali senza senso sono solo alcuni esempi di stretta attualità.

Ciò che è più paradossale è che buona parte della pressione abnorme che esercitiamo sull’ambiente, non serve a farci vivere meglio, ma viene divorata dall’abisso dello spreco. Basti pensare ad esempio che, a livello globale, circa il 40% del cibo prodotto viene buttato via lungo tutta la filiera, senza mai arrivare in tavola: un’indecenza dal punto di vista etico, uno scempio sul piano ambientale.

Gli accordi di Parigi indicano invece una strada diversa, una strada che si fa sempre più stretta e tortuosa, per andare verso il futuro: è la strada della sostenibilità, della riduzione dei consumi e delle emissioni, della responsabilità. Quella responsabilità che purtroppo non dimostrano i troppi che, per incoscienza o malafede, propongono di uscire dalla crisi con la stessa ricetta con la quale ci siamo entrati: più PIL, più consumi, più prelievo di risorse.

Earth Hour 2017 – UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO

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E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 del prossimo sabato 25 marzo, le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Anche a Parma e provincia sono numerose le adesioni all’appello del WWF, si spegneranno, tra gli altri, il Palazzo del Governatore, il Municipio, il Battistero, la sede EFSA.

Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è ora – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  –Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”. 

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”.

scenderemo in piazza l’11 luglio per dire NO all’ampliamento dell’inceneritore di Ugozzolo

Il WWF di Parma aderisce alla manifestazione del prossimo 11 luglio, per dire un convinto NO alla richiesta di ampliamento della capacità dell’inceneritore di Ugozzolo a 195.000 tonnellate. L’associazione, con un comunicato, spiega le ragioni della propria adesione.

É opportuno ricordare – dichiara il WWF- che la prima stesura del Piano Provinciale del 2005 prevedeva una capienza di 70.000 tonnellate, e che fu proprio l’allora Enia, spalleggiata dal Comune a guida Ubaldi, a richiedere ed ottenere le attuali 130.000 tonnellate. L’atteggiamento di Iren , che oggi richiede un ulteriore ampliamento svincolato da qualunque fabbisogno del territorio, e per di più ricatta i Cittadini (che, attraverso i Comuni, ne sono fino a prova contraria proprietari) con lo spauracchio dell’aumento delle tariffe, è davvero inaccettabile. Come WWF, ci siamo già attivati per presentare osservazioni tecniche volte a contrastare questa richiesta.

Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti trattati a Ugozzolo, – prosegue la nota del WWF -bisogna ricordare che il piano attualmente vigente è quello provinciale, che limita al territorio Parmense il bacino di approvvigionamento dell’impianto. Auspicando una progressiva riduzione degli inceneritori nel territorio regionale, è altresì ragionevole l’ipotesi di farsi carico, in un futuro non lontano, di quantitativi provenienti da altre provincie. Questo dovrà però essere stabilito da un piano regionale che preveda tempi e obiettivi chiari di riduzione degli impatti ambientali della gestione dei rifiuti.

Riteniamo -aggiunge il WWF- che il Comune debba svolgere il proprio ruolo con maggior forza nei luoghi e con gli strumenti che più si addicono ad un’Istituzione: in Regione, dove a breve dovrebbero andare in discussione la proposta di legge ed il piano regionale rifiuti, e presso la Provincia, a cui spetta la decisione sulla richiesta di Iren.

Ultimo ma non ultimo – chiude il WWF – non possiamo dimenticare che il Comune di Parma è azionista di Iren, ruolo che permette di dire la propria nel luogo deputato, cioè il Consiglio di Amministrazione. Luogo nel quale sarebbe bene imporre, tra l’altro, un’informazione più trasparente sulla gestione dei rifiuti, sui flussi in entrata ed in uscita e sul funzionamento dell’impianto.

EARTH HOUR 2015 – 28 MARZO H 20,30

 

 

 

I volontari di WWF Parma hanno celebrato in Piazza Garibaldi a Fidenza l’edizione 2015 di Earth Hour-l’Ora della Terra, il grande evento internazionale del WWF che, con il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, vuole richiamare l’attenzione sul tema del risparmio energetico e dei cambiamenti climatici. L’attesa del buio è stata animata da Manifattura Urbana, che ha esposto un bellissimo modellino di casa ecologica, dallo spettacolo di breakdance del duo Shamrock, e da tanti “volontari per un’ora” che hanno contribuito a realizzare il grande Panda con le candeline. Alle 20,30 in punto il Comune di Fidenza, che ha aderito con entusuiasmo all’iniziativa, ha lasciato al buio la facciata del Municipio, Piazza Garibaldi, e buona parte del Centro storico. Un ringraziamento anche agli altri comuni del Parmense che hanno aderito a Earth Hour 2015: Felino, Noceto, Parma, Sissa Trecasali, Traversetolo.

pubblicato il WWF Living Planet Report 2014

Molte ombre, pochissime luci, e sempre meno tempo per invertire la rotta. Questo in estrema sintesi il contenuto del Living Planet Report 2014. Si tratta di un documento che il WWF redige ogni anno, prendendo in esame i principali indicatori ambientali, per misurare lo stato di salute del nostro Pianeta. L’impatto delle attività umane sugli ambienti, le specie e le risorse della Terra è sempre più forte, un cambio di rotta è ormai indispensabile, il tempo che ci rimane è sempre di meno. Scarica la sintesi del report

20 agosto: Overshoot Day, da domani consumiamo a debito, e a pagare saranno i nostri figli.

EOD_2014_logoin occasione dell’Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui l’Umanità ha dato fondo alle risorse che la Terra è in grado di fornire annualmente, abbiamo scritto questa riflessione, pubblicata da molte testate locali come La RepubblicaParmatoday , Parmadaily  ed altre

Anche quest’anno ci troviamo a celebrare la poco gradevole ricorrenza dell’Earth Overshoot Day. Da domani a fine anno ciò che consumeremo – energia, acqua, cibo – genererà un debito che i nostri figli saranno chiamati prima o poi a pagare. Un debito pesantissimo, del quale solo pochi sembrano preoccuparsi.

In realtà qualche cambiale sta già scadendo: questa estate che molti, banalizzando, definiscono “pazza”, assieme alle molte altre anomalie meteo/climatiche degli ultimi anni, altro non è che una conseguenza dei mutamenti dovuti al riscaldamento globale generato dalle attività umane.

Proprio nei giorni scorsi, alcune indagini condotte dai mezzi di informazione e da varie associazioni di categoria, cercavano di quantificare le perdite economiche dovute all’insolito andamento meteorologico degli ultimi mesi, e si parlava di centinaia di milioni di Euro, solo per il settore turistico. Se aggiungiamo i danni dovuti ai sempre più frequenti eventi estremi, come alluvioni e trombe d’aria, ci spostiamo nell’ordine di grandezza dei miliardi, per non parlare delle implicazioni umane e sociali.

Stiamo insomma toccando con mano – e con il portafoglio – le conseguenze di decenni di sfruttamento dissennato delle risorse naturali, condotto a carico di ogni tipo di ambiente in ogni parte del Pianeta. Dalla deforestazione dell’Amazzonia, alle trivellazioni nell’Artico, non c’è angolo del mondo che sia rimasto indenne. E anche a Parma non siamo stati a guardare: saccheggio edilizio delle campagne della Food Valley, progetti di autostrade inutili, iperproduzione di rifiuti, sono solo alcuni esempi di stretta attualità.

Ciò che è più paradossale è che buona parte della pressione abnorme che esercitiamo sull’ambiente, non serve a farci vivere meglio, ma viene divorata dall’abisso dello spreco. Basti pensare ad esempio che, a livello globale, circa il 40% del cibo prodotto viene buttato via lungo tutta la filiera, senza mai arrivare in tavola: un’indecenza dal punto di vista etico, uno scempio sul piano ambientale.

Eppure troppe voci, molte delle quali in malafede, fanno ancora parte del coro che propone di uscire dalla crisi con la stessa ricetta con la quale ci siamo entrati: più produzione, più consumi, più prelievo di risorse.

Crediamo invece che la sola autostrada che porta fuori dall’attuale situazione sia quella della sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale: maggiore efficienza energetica, più trasporto pubblico, meno produzione di rifiuti, solo per fare qualche esempio. Siamo insomma convinti che solo riducendo gli sprechi di oggi, l’Umanità potrà tentare di garantirsi i consumi indispensabili di domani.