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15 marzo 2019, in marcia per il clima. una data che non dimenticheremo!

downloadNon dimenticheremo facilmente la marea di oltre 8mila ragazzi scesi in piazza a Parma il 15 marzo per la grande mobilitazione globale sul clima. Un’intera generazione in tutto il mondo ha gridato con forza il suo “basta!” all’indifferenza, alla passività, all’attendismo sui cambiamenti climatici. E’ stata un’emozione potentissima mettersi in marcia con questi ragazzi, un’onda determinata, colorata, pulita, che ha fatto del 15 marzo una giornata da ricordare e celebrare negli anni a venire. IN QUESTO BREVE VIDEO abbiamo raccolto un po’ delle immagini, e speriamo anche delle emozioni, di questo venerdì memorabile.

Aperta fino al 1 luglio a Parma la Mostra Il Terzo Giorno, con il patrocinio del WWF

Il_Terzo_Giorno_Cover.jpgPerdita di biodiversità, consumo del suolo, inquinamento dell’aria e dell’acqua. Di natura e ambiente si parla tanto, quasi sempre con dati e numeri sconfortanti, tutti drammaticamente veri. Raramente però si riesce a parlare di Natura con l’arte, che invece rappresenta una chiave d’accesso prodigiosa e privilegiata per comprenderla davvero.

Nel senso che si difende meglio la Natura se la si ama, e la si ama se se ne vede la meraviglia. E gli artisti meglio di chiunque altro sanno mostrare la meraviglia. Queste parole di Didi Bozzini spiegano quello che si sta facendo a Parma, città proclamata Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2020, dove dal 20 aprile al 1 luglio 2018 negli spazi del Palazzo del Governatore si può visitare “Il Terzo Giorno”, una mostra che forse per la prima volta propone di riflettere sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e del rapporto uomo – natura con uno sguardo e un approccio diversi: nessuna denuncia scientifico-ecologistica, ma una narrazione evocativa e poetica.

L’esposizione, fortemente promossa dal Comune di Parma e che ha il patrocinio del WWF Parma, è frutto della creazione del Curatore Didi Bozzini, critico e professore di filosofia, già ricercatore alla Sorbona di Parigi.

«Oggi – precisa Bozzini – il rischio della catastrofe è concreto, quotidianamente tangibile. Forse è giunto il tempo di pensare altrimenti. Di chiedersi se non sia possibile trovare la strada per un altro Eden solamente grazie alla visione di coloro che, come gli artisti, esprimono la qualità della natura senza pesarne la mera quantità. Coloro negli occhi dei quali un bosco, un’onda, una pietra sono occasioni per dare vita ad un universo nuovo e migliore. Un giardino dove l’immaginazione sostituisce il calcolo, il bello prende il posto dell’utile e il buono quello del molto. Perché il rapporto dell’uomo con la natura è, in primo luogo, un rapporto di ordine estetico. L’occhio è il punto esatto in cui questa relazione nasce sotto forma di immagine. Si vedono paesaggi, persone, animali, cose viventi o inerti.»

Una mostra singolare, dunque, un racconto del mondo fatto per immagini, costruito su analogie e non su logica, su visioni e non su concetti, sulla meraviglia piuttosto che sul calcolo e sulla speculazione. Una narrazione in cui lo spettatore è accompagnato dalle opere lungo un percorso che va dalla Creazione all’Eden: inizia con Il Terzo Giorno della Genesi, quando Dio divise la terra dalle acque, la nascita della natura e delle specie vegetali, attraversa la creazione, la distruzione, il superamento, il nichilismo, fino ad un ritorno alla Natura.

Coinvolti 40 artisti di fama internazionale che spaziano dall’arte povera alla fotografia d’autore, dalla performance art alle installazioni sonore: Marina Abramović, Jane Alexander, Giovanni Anselmo, Nobuyoshi Araki, Roger Ballen, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Alighiero Boetti, Jonas Burgert, Jake & Dinos Chapman, Mat Collishaw, Marc Couturier, Jimmie Durham, Jan Fabre, Hamish Fulton, Mario Giacomelli, Piero Gilardi, Leon Golub, HeHe (Helen Evans – Heiko Hansen), Anna Ippolito e Marzio Zorio, John Isaacs, Francesco Jodice, Bodys Isek Kingelez, Dorothea Lange, Richard Long, Andrea Marescalchi, Ryan Mendoza, Mario Merz, Nils-Udo, Eric Poitevin, Simone Racheli, Sebastião Salgado, Salvo, Serse, Tracey Snelling, Mircea Suciu, Gavin Turk, Sandra Vasquéz De la Horra, Koen Vanmechelen e Gilberto Zorio.

Semplice il criterio con cui Didi Bozzini ha selezionato questi artisti tra i tanti presenti nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi 40 anni, preferendo quelli che con le loro opere si sono confrontati con il tema natura, senza chiudersi nell’autoreferenzialismo e parlare solo di sé.

117 le opere esposte: non solo dipinti ma anche immagini fotografiche e installazioni. Tre di queste installazioni “site specific” – cioè pensate appositamente per questo evento e luogo – sono collocate all’ingresso e all’uscita del Palazzo dei Governatori: la prima è di Marc Couturier; le altre due, sulle piazze Garibaldi e della Steccata, sono opera di una coppia di giovanissimi artisti, Anna Ippolito e Marzio Zorio.

Nelle sale del primo piano del Palazzo, fra le opere dedicate alla Creazione, spiccano alcune mai esposte al pubblico, come il menabò originale, le lettere dei vari Istituti Geografici e il primo dattiloscritto del famoso libro di Alighiero Boetti e Annemarie Sauzeau, sua moglie, in cui venivano classificati i mille fiumi più lunghi del mondo. Oppure opere raramente viste come le 4 fotografie di Mario Giacomelli della serie “Il motivo suggerito dal taglio dell’albero”. Nelle sale del secondo piano, dedicate alla Distruzione, le opere dell’artista congolese Bodys Isek Kingelez, di cui il MOMA di New York ospita da maggio una retrospettiva, la prima che il museo americano dedica a un africano nero; oppure le foto di Dorothea Lange scattate nel 1931 che ritraggono lavoratori messicani che lasciano gli Stati Uniti perché non c’è più lavoro, e sembrano scattate ieri.

Ma Il Terzo Giorno è una mostra “diversa” anche per un altro aspetto: prodotta e organizzata da Arkage, agenzia B Corp certificata, è la prima in Italia ad avere un approccio for benefitIl 50% dei ricavi in biglietteria sarà restituito al Comune di Parma e andrà a finanziare il “Km Verde”, progetto di sostenibilità ambientale che punta a ridurre gli impatti prodotti dall’Autostrada del Sole con la realizzazione di un parco alberato di undici chilometri lungo l’arteria stradale, dal fiume Enza al Taro.

Nell’ambito dell’esposizione, inoltre, sono tante le iniziative collaterali che animeranno la città durante tutta la primavera, come il laboratorio di “immaginazione materiale” Atelier dei bambini.  Ispirato all’Atelier des Enfants attivo presso il Centre Pompidou a Parigi e rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni, l’Atelier vuole essere uno spazio di approfondimento ludico e laboratoriale sulle tematiche della mostra con l’obiettivo di sviluppare l’immaginario dei più piccoli fornendo una guida e diversi materiali: da una pietra a un grattacielo, da un ramo a una canoa, da una foglia a un giardino all’italiana. Alla fine dell’evento ne verrà fuori un’opera unica costituita da 1.500 pezzi.

Non mancheranno convegni, iniziative e proposte collaterali.

E nella notte del 26 maggio il centro storico di Parma si accenderà per La Notte de Il Terzo Giorno: un suggestivo evento diffuso e immersivo che avrà inizio con la visita notturna delle sale della mostra e proseguirà all’esterno con concerti, video mapping, proiezioni e performance. Tema trainante sarà la luna – quasi piena quella sera – nella sua accezione simbolica di mistero e scoperta. Un vero e proprio percorso di attività e intrattenimento che accompagnerà gli ospiti per le vie più importanti della città, trasportandoli in un percorso visivo, onirico ed emozionale. Con la possibilità di esplorare anche location poco conosciute e di solito chiuse al pubblico.

Tutti i soci WWF, presentando la tessera alla biglietteria, potranno acquistare i biglietti al costo scontato di 6 € invece che 9 €. Lo sconto è valido per tesserato e 1 accompagnatore.

scenderemo in piazza l’11 luglio per dire NO all’ampliamento dell’inceneritore di Ugozzolo

Il WWF di Parma aderisce alla manifestazione del prossimo 11 luglio, per dire un convinto NO alla richiesta di ampliamento della capacità dell’inceneritore di Ugozzolo a 195.000 tonnellate. L’associazione, con un comunicato, spiega le ragioni della propria adesione.

É opportuno ricordare – dichiara il WWF- che la prima stesura del Piano Provinciale del 2005 prevedeva una capienza di 70.000 tonnellate, e che fu proprio l’allora Enia, spalleggiata dal Comune a guida Ubaldi, a richiedere ed ottenere le attuali 130.000 tonnellate. L’atteggiamento di Iren , che oggi richiede un ulteriore ampliamento svincolato da qualunque fabbisogno del territorio, e per di più ricatta i Cittadini (che, attraverso i Comuni, ne sono fino a prova contraria proprietari) con lo spauracchio dell’aumento delle tariffe, è davvero inaccettabile. Come WWF, ci siamo già attivati per presentare osservazioni tecniche volte a contrastare questa richiesta.

Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti trattati a Ugozzolo, – prosegue la nota del WWF -bisogna ricordare che il piano attualmente vigente è quello provinciale, che limita al territorio Parmense il bacino di approvvigionamento dell’impianto. Auspicando una progressiva riduzione degli inceneritori nel territorio regionale, è altresì ragionevole l’ipotesi di farsi carico, in un futuro non lontano, di quantitativi provenienti da altre provincie. Questo dovrà però essere stabilito da un piano regionale che preveda tempi e obiettivi chiari di riduzione degli impatti ambientali della gestione dei rifiuti.

Riteniamo -aggiunge il WWF- che il Comune debba svolgere il proprio ruolo con maggior forza nei luoghi e con gli strumenti che più si addicono ad un’Istituzione: in Regione, dove a breve dovrebbero andare in discussione la proposta di legge ed il piano regionale rifiuti, e presso la Provincia, a cui spetta la decisione sulla richiesta di Iren.

Ultimo ma non ultimo – chiude il WWF – non possiamo dimenticare che il Comune di Parma è azionista di Iren, ruolo che permette di dire la propria nel luogo deputato, cioè il Consiglio di Amministrazione. Luogo nel quale sarebbe bene imporre, tra l’altro, un’informazione più trasparente sulla gestione dei rifiuti, sui flussi in entrata ed in uscita e sul funzionamento dell’impianto.