Archivi tag: rifiuti

Dichiarata l’emergenza climatica. Ora chiediamo azioni concrete, veloci e radicali.

no planet b

Ieri, 22 luglio, il Consiglio Comunale di Parma ha approvato una mozione per la dichiarazione dello stato di emergenza climatica, che impegna l’amministrazione all’adozione di misure adeguate alla sfida che abbiamo di fronte.

Non è dato al momento sapere – commenta il WWF di Parma in una nota – in quali azioni concrete consisterà l’impegno dell’amministrazione, ma siamo comunque contenti che la questione del global warming sia stata finalmente portata al centro dell’attenzione. Sommando questa notizia all’annunciata candidatura a Capitale Verde d’Europa, si potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad una rinnovata volontà politica, ad un cambio di passo sulla via della sostenibilità.

“A dire il vero – commenta Rolando Cervi, presidente del WWF di Parma- nella quotidiana attività amministrativa, il tema sembra spesso tenuto in ben poco conto: progetti come il chilometro grigio nel torrente o l’aerorporto cargo, l’incessante azione delle motoseghe a danno del verde urbano, o il recente rincaro del biglietto dell’autobus, per fare qualche esempio, non sembrano andare nella direzione auspicata. I maligni potrebbero addirittura sospettare che si tratti dell’ennesima medaglietta da appuntarsi a beneficio del pubblico di convegni e talk show televisivi, ma ci piace credere che questi dubbi verranno presto spazzati via da provvedimenti amministrativi al di sopra di ogni sospetto per velocità ed efficacia”.

Il nostro atteggiamento – preannuncia il WWF – sarà come sempre aperto al dialogo e propositivo, e vogliamo da subito mettere sul tavolo qualche proposta concreta.

Si dovrebbe ad esempio nominare una figura di riferimento all’interno della macchina comunale, un Delegato al Cambiamento Climatico di provata competenza e dotato di ampi poteri, che sovrintenda e coordini tutte le attività in qualche modo correlate, dalla gestione del verde, a quella della rete idrica, fino alla politica dei parcheggi.

Sarebbe inoltre venuto il momento di approvare un piano di adattamento al cambiamento climatico, come ha fatto ad esempio Bologna già da alcuni anni, per fronteggiare le minacce in maniera organica e strutturata.

O ancora, si potrebbe progettare e organizzare gli eventi di Parma 2020 mettendo al bando generatori a gasolio, stoviglie usa e getta, gadget e pupazzetti di plastica, per fare anche di questa prestigiosa vetrina un momento di sostenibilità praticata e non solo dichiarata.

Le cose da fare sono insomma davvero tante ed urgenti – conclude la nota del WWF – la sfida del cambiamento climatico è una delle più grandi che l’Umanità abbia mai fronteggiato, speriamo che Parma voglia finalmente fare la sua parte con la velocità e la radicalità che la situazione richiede.

Oasi di Cronovilla

garzetta-riflesso

Da poche settimane, il WWF di Parma gestisce in convenzione con il Comune di Traversetolo, l’Area naturalistica di Cronovilla, una vecchia area di cave di ghiaia restituita alla natura e alla comunità. A pochi KM da Parma, un vero paradiso per fotografi e birdwatcher.

SCOPRI DI PIU’

SEGUI CRONOVILLA SU FACEBOOK

Il servizio di raccolta rifiuti può e deve migliorare, ma il modello porta a porta è l’unico che funziona davvero

 rifiuti

La raccolta domiciliare con tariffa puntuale è l’unica che funziona davvero, per questo confermiamo il nostro sostegno al modello attualmente in uso a Parma, anche se si può e si deve fare molto di più per migliorare il servizio e limitare i disagi”.

Così il WWF Parma, in un comunicato ribadisce il proprio appoggio alla raccolta porta a porta, non risparmiando qualche critica al Comune, ma anche richiamando tutti i cittadini a fare la propria parte.

Ormai da molti anni – si legge nella nota dell’Associazione – Parma spende tempo ed energie in discussioni sul tema dei rifiuti. Dal Consiglio Comunale ai social network, passando per le pagine dei giornali e i tavolini dei bar, prima l’inceneritore, poi la raccolta differenziata, animano il dibattito e dividono l’opinione pubblica. Quella che spesso manca, è però una visione complessiva della questione, che tenga conto delle sue cause, conseguenze e implicazioni, possibilmente suffragata da dati oggettivi.

I rifiuti sono una radiografia della nostra civiltà. Il modo in cui li produciamo, gestiamo e smaltiamo racconta perfettamente l’insosteniblità del nostro modello di sviluppo, dei nostri stili di vita, del modo in cui utilizziamo le risorse della Terra. Ormai da molti anni, in ogni parte del mondo, Italia compresa, sono stati messi a punto modelli e strategie per affrontare il problema in modo efficace ed efficiente.

I dati in possesso delle istituzioni tecnico-scientifiche, compresi quelli relativi all’Emilia Romagna, sono concordi nel riconoscere il modello domiciliare con tariffa puntuale come nettamente più efficace degli altri, nel ridurre i quantitativi avviati verso inceneritori o discariche.

Per queste ragioni, il WWF ribadisce il proprio sostegno alla strategia della raccolta porta a porta con tariffa puntuale, promossa dal Comune di Parma negli ultimi anni.

Per arrivare ad ottenere e mantenere nel tempo i risultati attesi, il porta a porta ha però bisogno che tutti si facciano carico della propria parte di responsabilità. Tra tutte le questioni ambientali, i rifiuti sono probabilmente quella in cui il singolo cittadino può fare la sua parte in modo più incisivo, per ridurre l’impatto del proprio stile di vita. Naturalmente, questo può avvenire se le Istituzioni compiono scelte politiche corrette, e le portano a buon fine in modo tecnicamente adeguato.

Il Comune di Parma può e deve migliorare il modello di raccolta, ascoltando i cittadini per adeguare il più possibile il servizio alle varie necessità, e per comunicare e condividere le informazioni con maggiore chiarezza. Va certamente ridefinito il rapporto con Iren, sotto il cui tetto coabitano la raccolta differenziata e il business dell’incenerimento, coabitazione che riteniamo debba essere superata quanto prima.”

La nota del WWF si conclude con un invito alla responsabilità dei cittadini: “dobbiamo tutti fare la nostra parte. Nessuno rinuncia volentieri alle comodità – spesso insostenibili – alle quali era abituato, ma dobbiamo questo piccolo sacrificio alla Comunità di cui facciamo parte, a prescindere dal colore di chi amministra, e soprattutto lo dobbiamo alle generazioni che verranno”.

NO all’ampliamento del Paip. Presentate le nostre osservazioni.

Wwf Parma, assieme agli amici di Ada e Legambiente, ha presentato alla Provincia di Parma, il documento di Osservazioni al progetto di Iren di potenziamento dell’inceneritore di Parma, in base all’art. 35 dello Sbloccaitalia.

Le osservazioni focalizzano sei punti concreti nei quali, a giudizio delle associazioni ambientaliste, la richiesta di Iren è deficitaria se non decisamente in contrasto con l’attuale AIA (Autorizzazione integrata ambientale) in vigore per il PAIP (polo ambientale integrato) di Ugozzolo e, di conseguenza, le tre associazioni chiedono alla Provincia di rigettare la proposta di Iren.

Il gruppo di lavoro che ha redatto le Osservazioni è stato coordinato da Maurizio Olivieri ed ha visto la partecipazione di: Rolando Cervi, Enrico Ottolini, Antonio Bodini, Ovidio Bussolati, Paolo Casalini, Pier Giuseppe Froldi, Nicola Nardomarino, Andrea Varacca, Mario Del Chicca, Francesco Dradi, Rosalba Lispi.

La prima osservazione è proprio sul tentativo di Iren di configurare come Non Sostanziale, la richiesta di ampliare l’autorizzazione da 130.000 a 195.000 tonnellate. In questo modo Iren eviterebbe di sottoporre a nuova Valutazione d’Impatto Ambientale l’impianto, considerando appunto Non Sostanziale, l’aumento di rifiuti da bruciare. Invece le tre associazioni considerano l’aumento del 50% di quantitativo di rifiuti una variazione sostanziale e, quindi, necessaria di un nuovo procedimento ad hoc.

Il secondo e terzo punto sono di natura tecnico-amministrativa ed evidenziano da un lato la mancanza dei decreti attuativi previsti dall’art. 35 SbloccaItalia, per individuare gli impianti esistenti, e dall’altro la difficoltà nell’applicare la classificazione R1 (impianto di recupero) all’impianto di Ugozzolo, che attualmente per il teleriscaldamento opera in regime di deroga.

La quarta osservazione evidenzia come cambiando l’oggetto dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) da quantitativo in tonnellate a Potere calorifico medio (PCl) diventi estremamente arduo controllare il rispetto dell’autorizzazione stessa, poiché come scrive la stessa Iren nella relazione tecnica «dovendosi prevedere l’esercizio dell’impianto in condizioni di saturazione delle proprie capacità,non sia definibile un quantitativo di rifiuti conferibili all’impianto essendo evidentemente lo stesso variabile in funzione delle intrinseche caratteristiche del rifiuto». Nei fatti la richiesta a 195.000 tonnellate è meramente indicativa, dipendendo dal potere calorifico di ogni singolo carico in arrivo all’impianto. Un elemento che renderebbe, a questo punto, necessario un controllo capillare su tutti i camion in entrata, un’eventualità non considerata dal proponente.

Rimane il punto fermo dell’autorizzazione vigente in tonnellaggi e non in potere calorifico, il che muta radicalmente l’oggetto dell’AIA.

Il quinto punto si concentra sulle emissioni di inquinanti in atmosfera, smentendo l’assunto di Iren che nulla cambierebbe. Le associazioni evidenziano come, pur in invarianza di portata dei fumi dal camino, si avrebbe un aumento dei volumi totali prodotti ed immessi in atmosfera. Inoltre c’è una pianificazione (Piano della qualità dell’aria regionale, Paes) che prevede una costante riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti.

Infine Legambiente, Wwf e Ada sottolineano nella sesta e ultima osservazione come vi sia una incompatibilità della richiesta di Iren con la pianificazione in materia di rifiuti ed energia. Pur nelle more dell’art. 35 dello SbloccaItalia la pianificazione vigente va tenuta in conto (e attualmente l’autorizzazione è solo per rifiuti prodotti in ambito provinciale) e, pur non ancora in vigore, non si può ignorare la programmazione in corso di definizione per l’ambito regionale e i sub-ambiti di area vasta

scenderemo in piazza l’11 luglio per dire NO all’ampliamento dell’inceneritore di Ugozzolo

Il WWF di Parma aderisce alla manifestazione del prossimo 11 luglio, per dire un convinto NO alla richiesta di ampliamento della capacità dell’inceneritore di Ugozzolo a 195.000 tonnellate. L’associazione, con un comunicato, spiega le ragioni della propria adesione.

É opportuno ricordare – dichiara il WWF- che la prima stesura del Piano Provinciale del 2005 prevedeva una capienza di 70.000 tonnellate, e che fu proprio l’allora Enia, spalleggiata dal Comune a guida Ubaldi, a richiedere ed ottenere le attuali 130.000 tonnellate. L’atteggiamento di Iren , che oggi richiede un ulteriore ampliamento svincolato da qualunque fabbisogno del territorio, e per di più ricatta i Cittadini (che, attraverso i Comuni, ne sono fino a prova contraria proprietari) con lo spauracchio dell’aumento delle tariffe, è davvero inaccettabile. Come WWF, ci siamo già attivati per presentare osservazioni tecniche volte a contrastare questa richiesta.

Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti trattati a Ugozzolo, – prosegue la nota del WWF -bisogna ricordare che il piano attualmente vigente è quello provinciale, che limita al territorio Parmense il bacino di approvvigionamento dell’impianto. Auspicando una progressiva riduzione degli inceneritori nel territorio regionale, è altresì ragionevole l’ipotesi di farsi carico, in un futuro non lontano, di quantitativi provenienti da altre provincie. Questo dovrà però essere stabilito da un piano regionale che preveda tempi e obiettivi chiari di riduzione degli impatti ambientali della gestione dei rifiuti.

Riteniamo -aggiunge il WWF- che il Comune debba svolgere il proprio ruolo con maggior forza nei luoghi e con gli strumenti che più si addicono ad un’Istituzione: in Regione, dove a breve dovrebbero andare in discussione la proposta di legge ed il piano regionale rifiuti, e presso la Provincia, a cui spetta la decisione sulla richiesta di Iren.

Ultimo ma non ultimo – chiude il WWF – non possiamo dimenticare che il Comune di Parma è azionista di Iren, ruolo che permette di dire la propria nel luogo deputato, cioè il Consiglio di Amministrazione. Luogo nel quale sarebbe bene imporre, tra l’altro, un’informazione più trasparente sulla gestione dei rifiuti, sui flussi in entrata ed in uscita e sul funzionamento dell’impianto.

WWF Parma: siamo favorevoli all’eliminazione dell’acqua in bottiglia dalle mense scolastiche.

bicchiere_acqua

WWF Parma accoglie con favore la notizia del protocollo d’intesa sul consumo di acqua del
rubinetto nelle mense scolastiche. “Apprendiamo con soddisfazione – si legge in un comunicato
dell’associazione ambientalista – che dalle mense delle scuole della nostra città sta per sparire l’acqua
in bottiglie di plastica. Si tratta di uno dei primi veri provvedimenti nella direzione della riduzione, la
vera strada maestra per tentare di venire a capo del problema dei rifiuti. Continua a leggere WWF Parma: siamo favorevoli all’eliminazione dell’acqua in bottiglia dalle mense scolastiche.